25 luglio

Mutilazioni Genitali Femminili: perché sono pericolose e illegali di auslre

Le MGF (Mutilazioni Genitali Femminili, in inglese Female Genital Cutting) sono una pratica antica, che però non é prevista o imposta da nessuna religione ed è condannata in molti Paesi del mondo, inclusa l’Italia.

Purtroppo, alcune popolazioni continuano a mettere in atto queste pratiche: non è chiaro il perché, ma si pensa che sia un modo per rispettare una tradizione nata ai tempi dei Faraoni egiziani (oltre 5000 anni fa), senza pensare con attenzione al motivo che porta a farlo.

Le MGF più diffuse sono:

  • Rimozione del prepuzio con o senza l’incisione di tutto o una parte del clitoride (cosiddetta “circoncisione sunna”);
  • Rimozione di tutto o parte del clitoride, la distruzione delle grandi labbra e delle piccole labbra (clitoridectomia);
  • Amputazione dei genitali esterni (clitoride, grandi e piccole labbra) e chiusura dell’orifizio vaginale, in modo che possano passare solo l’urina e il flusso mestruale (infibulazione).

Per prima cosa bisogna sottolineare che tutte le forme di MGF sono veri e propri interventi chirurgici: quando operazioni simili non sono fatte in Ospedale da un medico esperto sono interventi molto rischiosi, in cui si può perdere la vita.

In più, le MGF causano sofferenze atroci e lasciano alle donne che le subiscono tagli e cicatrici che restano per tutta la vita. Quando una bambina viene sottoposta ad una mutilazione rischia tante gravissime conseguenze sulla salute: per questo, in Italia e in tutta Europa i genitori che permettono che le proprie figlie subiscano una MGF possono essere condannati a pene molto severe.

La scelta finale spetta ai genitori delle bambine, ed è per questo che ci rivolgiamo a loro: ricordate sempre che non vi è nessun obbligo, necessità, utilità o vantaggio a sottoporre le vostre figlie a questi interventi, che oltre a causare enormi danni alla mente e al corpo, sono anche puniti con forza dalla legge.

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