2 novembre

Mondovisioni 2012- i mercoledì di novembre al cinema Rosebud di redazione

 mondovisione 2012Dal 7 novembre l’ufficio cinema del Comune di Reggio Emilia in collaborazione con Filef  propongono la 4a edizione di Mondovisione; una rassegna di 8 docu-film  su alcuni temi leagti alle migrazioni : attualità, diritti umani, informazione e libertà di espressione. Tratto dominante di questa selezione è il rischio: quello che si corre continuando a prendere posizione, informare e sfidare norme e poteri.

 Mercoledì 7 Novembre

WE ARE LEGION: THE STORY OF THE HACKTIVISTS

  1. Knappenberger (2012) 91’

Anonymous è il radicale collettivo hacktivist (dall’unione di “hacker” e “attivista”) che rifiutando identità e gerarchie ha ridefinito il concetto di disobbedienza civile nell’era di internet. Grazie alle testimonianze di membri ed esperti, il film ricorda i gruppi progenitori come Cult of the Dead Cow e siti di riferimento come 4chan.org, per raccontare in una preziosa lezione di microstoria l’evoluzione (non senza spaccature) e gli “attacchi” più noti (contro Scientology, PayPal, Sony), fino alla maturazione politica e il ruolo assunto nelle rivolte della primavera araba. Nato come forum goliardico sul web, Anonymous si è affermato come movimento dalla portata globale e con un impatto nel mondo reale, continuando a sfuggire a ogni strumentalizzazione.

VOL SPECIAL

F. Melgar (2011) 100’

Ogni anno in Svizzera migliaia di uomini e donne vengono incarcerate senza processo né condanna, per la sola ragione di risiedere illegalmente nel paese. In attesa dell’espulsione possono essere privati della libertà fino a due anni. Alcuni tra loro vivono in Svizzera da tempo, hanno una famiglia, lavorano, pagano le tasse e mandano i figli a scuola. Questo fino al giorno in cui i servizi cantonali di immigrazione decidono arbitrariamente di chiuderli in centri di detenzione come quello di Frambois, presso Ginevra. Comincia così un lungo accanimento amministrativo per forzarli ad accettare la partenza. Vittime di un implacabile sistema legale, umiliati e disperati, quelli si rifiutano di partire saranno costretti alla soluzione estrema: il “volo speciale”.

 

Mercoledì 14 Novembre

TOMORROW

A. Gryazev (2012) 100’

Il collettivo Voina (guerra) è il più provocatorio fenomeno dell’arte contemporanea russa. I suoi fondatori Vor e Koza vivono in clandestinità crescendo il figlio di un anno e mettendo a segno azioni in bilico tra espressione artistica e crimine. Le loro performance politiche denunciano e provocano il regime in modo irriverente, intelligente ed efficace. Ma se all’estero hanno conquistato critici e curatori, in Russia i membri del gruppo hanno subito una dura repressione e il carcere, diventando simboli della resistenza al governo poliziesco di Putin. Difficile restare indifferenti alle loro beffarde trovate e prese di posizione senza compromessi, al coraggio con cui vivono alla giornata, sperando di cambiare il futuro.

 

HIGH TECH, LOW LIFE

S. Maing (2012) 87’

Due citizen journalist attraversano una Cina in pieno sviluppo a caccia di notizie trascurate dai media ufficiali, sfidando i limiti della libertà di informazione. Armati di computer portatili, cellulari e telecamere, devono fronteggiare la censura governativa muovendosi sul confine sottile tra diritto di opinione e dissidenza. “Tiger Temple”, 57 anni, racconta il mondo che lo circonda senza dimenticare la tumultuosa storia cinese recente. “Zola”, 27 anni, punta con lo stile provocatorio del suo blog a diventare una celebrità del web. I loro percorsi, da due generazioni differenti, offrono un ritratto alternativo della società e del sistema dell’informazione cinesi all’inizio del 21° secolo, e invitano a una riflessione sul ruolo del giornalismo nell’era dei social media.

 

Mercoledì  21 Novembre

THE AMBASSADOR

M. Brügger (2011) 97’

Cosa succede quando un europeo (molto) bianco acquista le costose credenziali che lo trasformano in un diplomatico africano, e sbarca in uno dei paesi più corrotti e pericolosi del continente? Oltre che come improbabile ambasciatore, l’uomo si presenta in veste di magnanimo imprenditore intenzionato a dare lavoro alla manodopera locale, ma meno ufficialmente il suo scopo, come quello di tanti in Africa centrale, è trovare un modo per accedere alle vaste riserve di diamanti, insanguinati o meno poco importa. Dopo The Red Chapel, in cui si infiltrava in Corea del Nord, Mads Brügger torna a Mondovisioni con una nuova “performance giornalistica” e un’inchiesta d’assalto, se possibile ancor più controversa, sul mondo bizzarro e segreto della diplomazia in Africa.

 

THE BRUSSELS BUSINESS

F. Moser-M. Lietaert (2012) 85’

Primi anni ’90, due giovani ambiziosi scoprono l’influenza delle lobby, fenomeno che si pensava tipicamente statunitense, nella città sede dell’Unione Europea. Uno è scioccato, comincia a indagare e diventerà il più esperto attivista nel contrasto del lobbismo comunitario. L’altro ne è affascinato, lascia un lavoro sicuro alla Commissione e si lancia in una florida carriera da lobbista. Chi gestisce davvero l’Europa? Un viaggio tra zone d’ombra e corridoi del potere dell’Unione per svelare il ruolo che 15mila lobbisti, strateghi e think tank, reti di potere e interessi hanno nella politica comunitaria, per raccontare la storia non ufficiale dell’integrazione europea e della ristrutturazione neoliberista avviata negli anni ’80, e interrogarsi sullo stato e il destino dell’Unione.

 

Mercoledì  28 Novembre

REPORTERO

B. Ruiz (2012) 72’

A Tijuana il giornalismo è un mestiere in cui si rischia seriamente la vita, ma è quello che hanno scelto il reporter Sergio Haro e suoi colleghi della redazione di Zeta, settimanale indipendente che, sfidando i boss del narcotraffico e la corruzione ad ogni livello, da 32 anni propone un’informazione senza timori e compromessi, in uno dei luoghi più pericolosi al mondo. Dal dicembre 2006, quando l’ex-presidente Felipe Calderón lanciò la sua offensiva ai narcos, in Messico più di 40 reporter sono scomparsi o stati assassinati. Ma se, malgrado la repressione, il traffico di stupefacenti e le efferate violenze tra i cartelli non smettono di aumentare, i rischi per i giornalisti crescono ancora, e anche l’ultima voce libera rischia di dover tacere.

 

THE LAW IN THESE PARTS

R. Alexandrovicz ( 201) 101’

Dalla conquista della Cisgiordania e della Striscia di Gaza con la guerra del 1967 l’esercito israeliano ha imposto migliaia di ordini e leggi, istituito tribunali, condannato centinaia di migliaia di palestinesi, autorizzato mezzo milione di coloni a stabilirsi nei territori occupati e imposto una giurisdizione militare a lungo termine senza paragoni né precedenti. Gli uomini incaricati di crearla e amministrarla sono i legali dell’esercito, giudici e magistrati militari che hanno operato sotto la supervisione complice della Corte Suprema israeliana. Ma può un sistema di questo genere essere mantenuto nel rispetto dei principi dello stato di diritto? E può una moderna democrazia imporre una prolungata occupazione militare, rispettando i suoi stessi valori democratici?

 

 

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