12 luglio

“Made in Italy” – lo spot di UNAR contro il razzismo e la discriminazione di sportello immigrazione

Un abito cucito insieme da mani di persone diverse, che provengono da paesi vicini e lontani. E la cui etichetta spiega come esso sia stato fatto.

Dal 92,6 % di italiani, l’1,60% di rumeni, lo 0,80% di albanesi, lo 0,75% di marocchini e il 4,31% di persone di altre etnie.

“Made in Italy” – SPOT

Questa è l’Italia rappresentata nella campagna di comunicazione contro il razzismo “Made in Italy”, presentata a Roma. L’iniziativa è promossa dalla presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero dell’Interno e realizzata dall’Unar in collaborazione con Oscad (Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori del Ministero dell’Interno).

Obiettivo della campagna: fornire un’immagine chiara della compresenza di cittadini stranieri nel nostro paese.  

“La forza di questo spot sta nella capacità di sdrammatizzare, cioè di guardare al rapporto con le persone straniere in un’ottica diversa, non solo come invasione ed emergenza – sottolinea il sottosegretario al ministero del Lavoro e delle politiche sociali, Maria Cecilia Guerra – . È un messaggio che vogliamo lanciare non solo a chi subisce una discriminazione ma a tutti. Sono convinta che non è la comunità discriminata che deve far valere i propri diritti, ma la comunità discriminante che deve opporsi. Per far fare un passo avanti al nostro paese è necessario certamente un cambiamento nella normativa, ma riusciremo ad affrontare realmente questi problemi quando essi saranno fatti propri dalla comunità tutta, e non resteranno solo una bandiera di un gruppo politico”.

Il direttore centrale per le Politiche dell’immigrazione e dell’asilo presso il Ministero dell’interno, il prefetto Angelo Malandrino, ha ricordato che chi subisce discriminazioni si trova sempre in uno stato di fragilità e debolezza, e non sempre ha la forza di denunciare. “La nostra Costituzione ci dice che ci deve essere parità di trattamento – aggiunge Malandrino – L’accesso ai servizi deve essere un diritto e non una concessione”. Un ruolo nella cattiva rappresentazione degli stranieri lo hanno avuto anche i media e la politica, secondo Giovanni Grasso, portavoce del ministro Andrea Riccardi. “L’Italia non è un popolo di xenofobi e razzisti, ma di spaventati – afferma -. Ma il clima sta cambiando, lo sottolinea l’aver istituito un ministero che si richiama all’integrazione. Perché il futuro è nell’integrazione”.

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