5 marzo

Il Centro Regionale contro le discriminazioni di sportello immigrazione

Nasce per costituire il fulcro delle iniziative in Emilia Romagna contro le discriminazioni e per garantire il superamento di eventuali condizioni di svantaggio derivanti da pratiche discriminatorie.Ha avuto il via con la firma di un protocollo d’intesa, siglato il 26 gennaio 2007 in concomitanza con l’inizio dell’Anno Europeo delle pari opportunità per tutti.

Il programma 2009-2011 ha individuato la “promozione di attività di contrasto al razzismo e alle discriminazioni” tra i tre obiettivi strategici dell’azione regionale del triennio. Secondo gli obiettivi stabiliti dal programma la Regione e gli Enti locali si impegnano a garantire “il principio di equità nei requisiti per l’accesso ai servizi, l’erogazione delle prestazioni e la promozione di opportunità”.

Il protocollo regionale d’intesa

L´avvio ufficiale delle azioni tese alla costituzione di un Centro Regionale contro le discriminazioni è stata la firma del Protocollo regionale d’intesa in materia di iniziative contro la discriminazione avvenuta a Bologna il 26 gennaio 2007.

Il Protocollo definisce competenze e ruoli dei diversi soggetti coinvolti nel processo di costituzione del Centro regionale individuando nel contempo azioni e fasi del processo stesso.

Obiettivi e funzioni del Centro regionale

Il Centro regionale, attraverso una rete di nodi e sportelli territoriali, interviene rispetto a 4 macro obiettivi che corrispondono ad altrettante funzioni:

  • prevenzione per impedire la nascita e il formarsi di comportamenti discriminatori e per far sì che il principio di parità di trattamento diventi patrimonio educativo e culturale di ogni singolo individuo;
  • promozione e sostegno di progetti ed azioni positive, con diffusione delle migliori pratiche, volte ad eliminare alla base le situazioni di svantaggio, favorire la promozione di accordi e/o protocolli innovativi tra soggetti diversi caratterizzati da un reciproca responsabilizzazione su questa materia, e sviluppare studi, ricerche, corsi di formazione e scambi con altri Paesi appartenenti all’Unione Europea;
  • rimozione delle condizioni di discriminazione, intesa sia come possibilità di ridurre o superare comportamenti discriminatori sia come possibilità di sanare una situazione caratterizzata da effetti pregiudizievoli;
  • monitoraggio e verifica attraverso un lavoro di costante osservazione del fenomeno nel territorio regionale, collaborando con i soggetti istituzionali e del mondo associativo.

Di fondamentale importanza riveste la funzione relativa al monitoraggio dei casi in quanto conoscere un fenomeno è il primo passo per poterlo prevenire. È per questo che ogni caso segnalato agli sportelli della Rete regionale viene registrato in un database, per rendere disponibili dati sul fenomeno della discriminazione nella nostra regione: il database regionale è inoltre collegato al sistema di rilevamento dati di UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali del Dipartimento per le Pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri) in modo che le segnalazioni raccolte in regione siano comparabili con il quadro nazionale.

Com’è organizzato

Le reti territoriali sono articolate su base distrettuale secondo tre differenti tipologie, in base alle funzioni realizzate.

L´obiettivo è quello di mettere in rete le iniziative locali coordinandole e operando per favorire le sinergie tra di esse attraverso lo scambio di idee e soluzioni; valorizzare al massimo le competenze e le esperienze di ciascun Ente pubblico, del terzo settore e di altri soggetti che siano disponibili a partecipare a tale iniziativa.

I punti antidiscriminazione delle reti territoriali, su base distrettuale, sono di tre differenti tipologie:

  • Nodi di Raccordo
  • Nodi Antenna con funzioni di sportello
  • Nodi Antenna con funzioni informative e di supporto

I Nodi di Raccordo sono il punto di riferimento principale per ciascun territorio, fanno capo prioritariamente ad Enti locali e svolgono tutte le funzioni antidiscriminazione.

I Nodi Antenna con funzioni di sportello (Sportelli), in questo caso (oltre ad attività informative, promozionali e di sensibilizzazione) svolgono la funzione di punti di accesso per l´utenza (ricevimento, orientamento), raccolgono le segnalazioni.

I Nodi Antenna con funzioni informative e di supporto (Punti informativi e/o di supporto), in questo caso sono quindi semplici nodi della rete in grado di fornire indicazioni ai punti di referenza e agli sportelli.

Ruoli e competenze

Chi fa che cosa: la Regione, le Province e i Comuni capo-distretto.

I compiti della Regione nell’ambito del Protocollo contro le discriminazioni sono: la definizione dei requisiti per l’attivazione ed il funzionamento dei punti antidiscriminazione; il riconoscimento dei punti di referenza antidiscriminazione; la realizzazione delle azioni di coordinamento di sistema; l’attivazione di forme costanti di collaborazione e confronto con il Dipartimento Diritti e Pari Opportunità/UNAR e con gli altri soggetti regionali, nazionali ed internazionali; la promozione in ogni sede dei contenuti del protocollo nonché l’eventuale adesione di soggetti pubblici e privati di rilievo regionale; l’istituzione di un tavolo di coordinamento tecnico al fine di raccordare le azioni e le iniziative in materia di anti-discriminazione; la stesura del rapporto annuale del Centro regionale sulla situazione della discriminazione in Emilia Romagna e sulle azioni di contrasto poste in essere; la predisposizione di forme di sostegno economico per la realizzazione di azioni a livello locale.

Le Province sono deputate al raccordo tra ambiti distrettuali e Regione, al monitoraggio dei casi su base provinciale, all’elaborazione di specifici piani di intervento, e per le funzioni di coordinamento e monitoraggio delle reti antidiscriminazione dei distretti e delle attività svolte raccordandosi con la Regione Emilia Romagna.

Comuni capo-distretto (Comune di Reggio Emilia) d´intesa, anche attraverso la definizione di protocolli o accordi con gli altri soggetti pubblici e con i soggetti privati dei rispettivi territori, coordinano e gestiscono, in sede locale, l´operatività delle reti anti-discriminazione della zona distrettuale. Nella logica di rafforzare le eventuali esperienze di reti già attive in campi analoghi.

Le Province e i Comuni capo-distretto, hanno il compito di coinvolgere anche altre figure istituzionali, organizzazioni o organismi ritenuti più opportuni (esempio: difensori civici, consigliere di parità, consulte locali, giudici di pace, patronati, centri antiviolenza, associazioni di migranti e di tutela dei diritti, associazioni iscritte al registro regionale, associazioni di donne migranti, organizzazioni per la tutela dei diritti dei disabili, delle persone anziane, degli omosessuali).

A chi rivolgersi

I riferimenti della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Modena, ente attuatore delle azioni di supporto alla rete regionale (formazione, supervisione sui casi, attività informative ecc).

Regione Emilia-Romagna

Assessorato per la Promozione delle Politiche sociali e di integrazione per l’immigrazione, Volontariato, Associazionismo e Terzo Settore

Direzione Generale Sanità e Politiche Sociali – Servizio Politiche per l´Accoglienza e l´Integrazione Sociale

Viale Aldo Moro, 21 40127 Bologna

Referenti:
Viviana Bussadori
vbussadori@regione.emilia-romagna.it
Anna Paola Sanfelici
asanfelici@regione.emilia-romagna.it
Tel: 051/527.7495-7073
Fax: 051/527.7074

Comune di Modena

Settore Politiche Sociali, Sanitarie e Abitative – Servizio Politiche per l’integrazione sociale e interventi residenziali anziani

Viale Monte Kosica, 26-56 41121 Modena

Referente:
Miles Gualdi
miles.gualdi@comune.modena.it
Tel: 059/203.3395
Fax: 059/203.3400 – 3399

Territorio regionale

Su tutto il territorio regionale sono presenti punti antidiscriminazione a cui tutti possono rivolgersi. I punti della rete regionale contro le discriminazioni ti possono offrire ascolto, orientamento e supporto. In particolare i Nodi di Raccordo, gli Sportelli e i Punti inforativi e di sostegno sono i luoghi dove è possibile recarsi per segnalare un caso di discriminazione di cui si è stati vittime o testimoni.
Per sapere qual’è l’Ufficio più vicino a te clicca qui.

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