12 luglio

Discriminazione: + 89% segnalazioni nel 2012 di sportello immigrazione

Da gennaio a giugno 2012 l’Unar, Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, ha ricevuto 876 segnalazioni di atti discriminatori, l’89% in piu’ rispetto allo stesso periodo del 2011.

E’ uno dei dati piu’ significativi emersi nel corso di una conferenza stampa di presentazione di una campagna di comunicazione contro il razzismo, dal titolo ”Made in Italy”, promossa dall’Unar, in collaborazione con Oscad, l’Osservatorio sulla sicurezza contro gli atti discriminatori esistente dal 2010.

Il direttore dell’Unar, Massimiliano Monnanni, che ha presentato i dati relativi al primo semestre, ha detto che il 40% delle 876 segnalazioni ha riguardato casi di discriminazione sul lavoro, il 13% discriminazioni compiute nell’ambito della vita pubblica (atti amministrativi, bandi, gare). Il 40% delle segnalazioni e’ giunta al contact center (numero 800901010) da testimoni di atti discriminatori. La regione dalla quale e’ giunto il maggior numero di segnalazioni e’ la Lombardia (17%), seguita dal Lazio (15,8%), Veneto (8,3%); la Calabria e’ all’ultimo posto con l’1,3%.

“L’aumento delle istruttorie è dovuto in parte all’apertura ad altri soggetti oltre gli immigrati, come i disabili e gli omosessuali – sottolinea Monnanni – ma anche a un cambiamento positivo, perché il 40% delle segnalazioni è arrivato da persone che sono state testimoni di un episodio discriminatorio, mentre lo scorso anno i testimoni erano solo il 20%”. Il 45% delle istruttorie è, inoltre, originato via web, cioè sempre più persone si affidano alla rete per segnalare di essere state vittime o aver assistito a casi di questo genere. Mentre il telefono è un “fenomeno residuo che riguarda solo un certo target: soprattutto donne sui 50 anni che lavorano in casa”. Altro aspetto positivo, che si rivela nei primi mesi del 2012, la diminuzione di casi di discriminazione istituzionale, come nel caso di amministrazioni pubbliche che indicono bandi o producono atti amministrativi, che tengono fuori alcune categorie di cittadini. Il dato è passato dal 18% degli anni 2009-2010 al 10% del 2012.

Accanto al lavoro dell’Unar che raccoglie le segnalazioni dei casi, nel settembre 2010 è stato istituito anche l’Oscad (l’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori). “l’Unar raccoglie ciò che si ferma sulla soglia del reato, mentre l’Oscad ciò che rappresenta un reato – sottolinea Francesco Cirillo, coordinatore dell’Osservatorio -. Il nostro obiettivo è di raggiungere il numero zero di questo tipo di reati, perché vorrebbe dire che non c’è più discriminazione nel nostro paese”. Per far fronte a questo tipo di casi discriminatori dallo scorso anno è stato istituito all’interno della Scuola di polizia di Stato un corso ad hoc per i futuri agenti, “per informarli e formarli sulla materia – continua Cirillo – cosicché i neo-funzionari siano in grado di gestire questi reati nel modo giusto”.

Infine, interessante un dato che riguarda i mass media: il 9,6% delle segnalazioni giunte all’Unar riguarda atti discriminatori compiuti dai mezzi di informazione in generale attraverso immagini o un uso non appropriato di linguaggio. Su questo specifico argomento l’Unar, dopo la meta’ di luglio, presentera’ una pubblicazione.

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