29 marzo

Problemi di condominio e convivenza di sportello immigrazione

Ospitalità e sovraffollamento degli appartamenti e divisione dei costi

Identificazione del problema: Molte persone negli appartamenti del palazzo, per lungo tempo o in transito continuo, possono generare eccessivo affollamento.

Questo può creare problemi nella suddivisione di alcune spese comuni, basate sul numero di utilizzatori dichiarati all’Amministratore. Si genera inoltre un transito di persone sconosciute agli altri abitanti del condominio.

Domande: Quante persone possono abitare in un appartamento? Esiste un minimo di mq per persona? Quando si ha un ospite di lungo periodo, dopo quanto tempo occorre considerarlo come un domiciliato vero e proprio, e quindi deve essere preso in considerazione per la divisione delle spese condominiali?

Orientamento risolutivo: Esistono limiti di occupazione di un appartamento mono-stanza (o monolocale) che prevedono un solo abitante fino a mq 28 e 2 soli abitanti fino a mq 38; nei normali appartamenti deve esistere una superficie di almeno 14 mq per ciascuno dei primi 4 abitanti, e di 10 mq per gli abitanti successivi. Se questi limiti non vengono rispettati, si può parlare di sovraffollamento.

In caso di affitto, nell’appartamento dovrebbero abitare stabilmente solo le persone indicate nel contratto, mentre vengono in genere automaticamente inclusi gli stretti familiari (coniuge e figli), anche in caso di ricongiungimento.

Solitamente dopo una permanenza di oltre 15/20 gg. si comunichi all’Amministratore il numero aggiornato degli occupanti l’appartamento, in modo tale da poter eseguire un corretto riparto delle spese, laddove le stesse vengano calcolate in base al numero delle persone (in modo particolare l’acqua, ma non solo). In assenza di comunicazioni dirette, l’Amministratore di condominio raccoglie le indicazioni dei vicini circa il numero degli occupanti reali degli appartamenti, e su tale base realizza il calcolo dei costi.

Oltre alle questioni del riparto dei costi, la presenza di persone non conosciute e di volti nuovi all’interno dei condomini può generare preoccupazione tra gli abitanti: pertanto è sempre bene avvisare gli altri abitanti della presenza di eventuali ospiti per un tempo prolungato o di nuovi abitanti stabili.

Sub-affitto

Identificazione del problema: In alcuni appartamenti si sub-affittano stanze. In altri casi si sub-affittano posti-letto. In alcuni appartamenti il sub-affitto di posti letto assomiglia ad una attività di albergo ad ore. Il transito dei persone sconosciute nel palazzo, a tutte le ore, è inoltre elevato. Il sub-affitto può inoltre generare sovraffollamento.

Domande: E’ possibile il sub-affitto? Com’è regolato? Ci sono limiti numerici al sub-affitto? Si possono fare più contratti di sub-affitto in uno stesso appartamento?

E’ possibile il sub-affitto giornaliero?

Orientamento risolutivo: Il sub-affitto è’ possibile solo se il contratto principale di

locazione lo prevede; lo stesso vale per il sub-affitto parziale di stanze. Difficilmente i contratti che prevedono il sub-affitto hanno delle particolari limitazioni. Non esiste un limite minimo o massimo per la durata della permanenza nei locali o nei posti letto affittati all’interno di una stanza. Diversa cosa è se un affittuario cede in tutto o in parte l’appartamento ad altri, senza il consenso scritto del proprietario: questo è un abuso e ci possono essere conseguenze legali che conducono fino allo sfratto e al pagamento di spese; nei casi più gravi si può incorrere in reati legati all’ospitalità e permanenza abusiva di persone o favoreggiamento della immigrazione clandestina.

Ancora diverso è il caso in cui l’attività di ospitalità e di cessione di locali e di posti letto sia fatta senza alcun contratto di sub-affitto: qui si può configurare il reato di esercizio abusivo di attività economica, ed anche l’infrazione di numerose norme relative sia alle tasse che alle autorizzazioni e alle licenze di esercizio. Le conseguenze in termini di oneri da pagare possono essere molto gravi, ed arrivare al pignoramento dell’immobile e dei beni in esso presenti per far fronte a tali spese.

Denuncia di persone ospitate

Identificazione del problema: Talvolta vengono ospitate persone, anche per lunghi periodi. Queste persone sono ospiti, non facendo parte del nucleo familiare, non avendo residenza nel luogo o non risultando nel contratto di affitto.

Domande: Occorre dichiarare alle Autorità le persone ospitate? Dopo quanto tempo gli ospiti devono essere dichiarati all’Autorità? La eventuale denuncia riguarda sia italiani che stranieri ospitati?

Orientamento risolutivo: La legge italiana prevede che sia possibile identificare tutte le persone che sostano per più di 2 giorni in qualsiasi appartamento. Ogni persona che non fa parte del nucleo familiare, che non ha la residenza nel luogo o che non risulta nel contratto di affitto, non può, soprattutto se ospite di lungo periodo, passare inosservata. La denuncia di cessione fabbricato (nota anche come “denuncia antiterrorismo”) è una pratica amministrativa la cui responsabilità cade principalmente sul proprietario. Lo stesso, quando affitta o vende o cede a qualcuno un immobile, è obbligato a fare la denuncia in Questura entro 48 ore dalla cessione. Questa denuncia vale allo stesso modo per ospiti di nazionalità italiana o straniera.

Se invece un affittuario ospita una persona per oltre 48 ore, dovrebbe comunicarlo immediatamente al proprietario, che poi farà denuncia all’autorità. Nel caso poi che le persone ospitate siano cittadini extra-UE irregolari in quanto a permesso di soggiorno, il proprietario rischia forti sanzioni ed anche la confisca dell’immobile (nel caso vi sia elevato guadagno in denaro). Tali prescrizioni sono contenute nella normativa antimafia (per gli italiani e i cittadini comunitari) e nel Testo Unico sull’Immigrazione (per i cittadini extra-comunitari).

 

Mancato pagamento delle spese condominiali

Identificazione del problema: Il mancato pagamento delle spese condominiali da parte di un condòmino comporta che tutti gli altri condòmini si trovino a pagare anche tale quota, con evidente aggravio dei propri costi.

Domande: Quali sono gli strumenti per ottenere il pagamento delle spese condominiali? Se l’inquilino non paga, deve pagare il proprietario? E se nemmeno il proprietario paga?

Orientamento risolutivo: L’Amministratore condominiale, se previsto dal Regolamento Contrattuale, può sospendere all’occupante in debito l’utilizzazione di quei servizi comuni che possono essere separati nel loro godimento. Se è l’affittuario a non pagare le spese di condominio, queste devono essere saldate dal proprietario: lui ne è il responsabile ultimo. Se il debito dell’inquilino verso il condominio supera il valore di 2 mesi di affitto, è possibile richiedere lo sfratto per ragioni di morosità.

Se invece è il proprietario a non pagare le spese, l’Amministratore condominiale ha la possibilità di effettuare un Decreto Ingiuntivo, immediatamente esecutivo; ottenuto questo, se il debito non viene saldato l’Amministratore può procedere con il pignoramento mobiliare o immobiliare; questo tuttavia comporta spese ingenti (inizialmente a carico del condominio) e tempi lunghi. Il credito del condominio verso un proprietario è chirografario (cioè non assistito da garanzia e non prioritario) ed avranno la precedenza altri creditori (es. banche) e vi è dunque il rischio che il condominio non percepisca nulla. Tuttavia, la minaccia di perdere l’immobile e la richiesta di rientro del mutuo da parte della banca quasi sempre “spingono” il condòmino a saldare il debito, per cui tale azione spesso è efficace.

Divisione dei costi di acqua potabile “per teste”

Identificazione del problema: Il conteggio dei costi dell’acqua a “teste” (a persona) tiene conto dei residenti ufficiali e dichiarati, ma non degli ospiti non dichiarati e di lungo periodo, non del turn over continuo di persone che in alcuni appartamenti si vanno ad aggiungere ai residenti ufficiali. In situazioni di questo tipo, il risultato è un aumento del consumo d’acqua che viene utilizzata da molte più persone di quelle che effettivamente pagano. Il maggior costo ricade, alla fine, sui soli abitanti dichiarati e paganti.

Domande: Se ci sono degli ospiti fissi o di lungo periodo, dopo quanto tempo occorre inserirli per il conteggio del consumo dell’acqua? C’è la possibilità di inserire contatori singoli per il consumo dell’acqua? Che problemi possono sorgere?

Orientamento risolutivo: Se il criterio utilizzato per la ripartizione delle spese di acqua potabile è quello del numero di persone, certamente la presenza di ospiti di lungo periodo (oltre i 15-20 giorni) va dichiarata all’Amministratore condominiale.

In ogni caso l’Amministratore potrà ottenere informazioni al riguardo anche dagli altri abitanti del condominio, e procedere alla corretta divisione delle spese. Se il condominio nasce con un impianto a contatore centralizzato, per poter modificare il criterio di spese (persone-consumi) o per modificare l’impianto nel senso di autorizzare il singolo condòmino a staccarsi, occorre la totalità dei consensi. E’ invece sufficiente il consenso della maggioranza dei condòmini, od anche solo dell’Amministratore, per installare contatori di lettura individuali. Ottenuta tale autorizzazione, occorrerà affrontare da parte dei proprietari il costo dell’installazione di contatori individuali; dovranno poi essere fatte le letture periodiche dei singoli contatori, per verificare il consumo effettivo di acqua, indipendentemente dal numero di occupanti. Quando non si permette ai rilevatori di entrare in casa, e quando gli occupanti non comunicano la lettura del contatore all’Amministratore, verrà calcolato e addebitato un consumo presunto che potrà tenere conto del numero di effettivi abitanti nell’appartamento.

 

Rumori, confusione e vocio

Identificazione del problema: Talvolta un vicino compie azioni rumorose, ripetutamente, anche in orari notturni o per lungo tempo. Non vengono rispettati gli orari tipici del riposo. Talvolta si hanno problemi di musica ad alto volume, o di altri rumori di vario tipo dovuti ai fatti più diversi (spostamento di brande e letti, lavoro notturno nelle abitazioni, calpestio con suole in legno o tacchi in metallo, realizzazione di feste domestiche, ecc).

Domande: Cosa si può fare quando i rumori provocati da alcuni condòmini disturbano la quiete di altri abitanti? Come si può stabilire se il volume della musica o della televisione, o delle voci è troppo alto? Ci sono limiti alle feste domestiche?

Orientamento risolutivo: I regolamenti di condominio prevedono in genere orari da rispettare negli appartamenti per tenere sotto controllo le rumorosità di qualunque genere. Non vi sono particolari limitazioni alle feste domestiche, fatto però salvo il rispetto della quiete altrui, e lo svolgimento di attività che non siano vietate da leggi nazionali e altre normative locali. I condòmini disturbati possono chiamare direttamente le forze dell’ordine, per fare cessare immediatamente la confusione. In caso di disturbo continuato nel tempo, oltre a richiami scritti dell’Amministratore di condominio, è possibile citare in giudizio i trasgressori.C.)

Per ottenere il rispetto dell’art.844 del Codice Civile che, regolando i rapporti di vicinato, vieta le immissioni, le esalazioni, i rumori e gli scuotimenti che superano la “normale tollerabilità”; non è necessaria l’assistenza di un legale e per questa materia il Giudice di Pace è competente qualsiasi sia il valore della controversia; il Giudice potrà inibire immediatamente l’attività rumorosa, oppure imporre, se tecnicamente possibile, determinati accorgimenti tecnici che riducano il fastidio provocato; il trasgressore potrà essere condannato al risarcimento dei danni nei confronti di coloro che hanno dovuto subire il fastidio provocato dal rumore. Nei confronti di chi provoca rumore può anche essere intentata una causa penale sulla base dell’art.659 del Codice Penale: il disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone (ad esempio a causa di schiamazzi notturni provenienti dai frequentatori di un locale, o dall’abuso di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche); l’art.659 C.P. è disposto a tutela della quiete pubblica e privata e colui che viene riconosciuto colpevole di reato è sottoposto ad una serie di “spiacevoli” conseguenze. L’azione penale inizia con un atto di denuncia-querela presentato alla Polizia Giudiziaria (ad es. Carabinieri, Polizia) che lo trasmette immediatamente alla Pretura (competente in base all’art.7 c.p.p.) perché proceda agli accertamenti volti a verificare la sussistenza del reato.

 Spazi comuni

Identificazione del problema: A volte gli spazi comuni dei condomini vengono indebitamente occupati da oggetti di vario tipo (biciclette, motorini, mobili, materassi, carrozzine e passeggini, ma anche rifiuti e materiale di scarico) che ne impedendiscono l’uso previsto, creano talvolta problemi di passaggio alle persone, ledono il decoro dello stabile.

Domande: Cosa fare se alcuni condomini occupano con propri oggetti gli spazi comuni? E’ possibile rimuovere tali oggetti? Chi ne paga i costi?

Orientamento risolutivo: I regolamenti condominiali disciplinano l’uso degli spazi comuni. In caso di occupazione impropria di tali spazi comuni, l’Amministratore invia inizialmente lettere di sollecito mirate, se si è a conoscenza di chi ha infranto il regolamento. Le lettere sono invece generalizzate e rivolte “a tutti gli abitanti” se non si sono individuati con precisione i responsabili. Viene quindi concesso un tempo e indicata una data limite per rimuovere “gli oggetti in causa”. In seguito l’Amministratore potrà provvedere, a seguito di azione in Tribunale, alla rimozione tramite Ufficiale Giudiziario dei vari oggetti addebitando la spesa complessiva (rimozione, trasporto, smaltimento) ai proprietari di tali beni, se essi sono stati individuati. In mancanza di specifica individuazione dei responsabili, la spesa è invece ripartita su tutto il condominio.

Utilizzo delle sale condominiali

Identificazione del problema: L’utilizzo delle sale condominiali, a volte presenti negli edifici, non sempre è agile e frequente. In alcuni casi crea difficoltà di gestione nell’organizzazione delle pulizie, degli eventuali danni e dei costi aggiuntivi.

Domande: Com’è regolato l’utilizzo della sala condominiale? Tutti i condòmini hanno diritto ad avere le chiavi? Per quali scopi può essere utilizzata? Chi si occupa di gestire la saletta?

Orientamento risolutivo: Le sale condominiali nascono spesso come sale giochi per i bambini, o sale di riunione, ma nella realtà ne è quasi sempre vietato l’accesso e l’utilizzo. In pratica servono solamente per le rare riunioni condominiali.

Essendo locali comuni, potrebbero essere usate dai condòmini anche ad uso privato, per feste di bambini o ritrovo degli adulti. Tuttavia, a causa di frequenti mancanze di rispetto delle regole di base di gestione (rotture, degrado o sporcizia lasciata) ne viene limitata la libera attività individuale o familiare, e l’uso della saletta viene fortemente regolato. Non è tuttavia possibile il divieto assoluto di utilizzo. E’ normalmente l’Amministratore, sentito il parere del condòmini, che può autorizzare o meno l’uso del locale. In caso di utilizzo individuale, le eventuali spese straordinarie di pulizia, di ripristino e di consumi specifici sono tutti a carico dell’utilizzatore.

Conservazione o trattamento dei cibi

Identificazione del problema: Alcuni occupanti nel condominio conservano i cibi in contenitori non sigillati, in spazi aperti o sui terrazzi (pesce essiccato, carni appese, ecc) con fuoriuscita di odori forti e sgradevoli. In altri casi si cucina sul terrazzo o con le finestre aperte, facendo uscire odori forti e a volte sgradevoli per gli altri abitanti. Talvolta, per la presenza di odori cattivi, taluni abitanti temono che vi possano essere prodotti avariati e il rischio di diffusione di parassiti e malattie.

Domande: Quali sono le norme che regolano la conservazione a domicilio del cibo?

Come si fa ad individuare un possibile rischio sanitario per l’intero condominio? Chi occorre avvisare in caso di timore della diffusione di malattie? E’ possibile impedire il consumo di determinati alimenti o prodotti “non usuali” e particolarmente odorosi?

Orientamento risolutivo: Le emissioni di odori e di esalazioni maleodoranti possono essere considerate reato ed equiparate al getto pericoloso di sostanze o al disturbo da rumore. I cattivi odori, per essere considerati reato, debbono avere un carattere non momentaneo e debbono risultare davvero intollerabili o comunque debbono provocare un evidente fastidio fisico (es. nausea, disgusto, inappetenza).

Nei danni sono considerati anche gli effetti di tipo psicologico, l’esercizio delle normali attività quotidiane di lavoro e di relazione (es. necessità di tenere le finestre chiuse, difficoltà di ricevere ospiti, ecc.). In questi casi la prima cosa da fare è accertare da dove provenga il disturbo olfattivo, e fare poi presente ai vicini il fatto da loro provocato, chiedendo la rimozione dei prodotti o dei cibi maleodoranti.

Se l’odore persiste è possibile sporgere denuncia all’autorità e chiedere soprattutto l’intervento dell’AUSL per una ispezione sanitaria, per accertare che non vi siano rischi alla salute pubblica. Se non vi sono rischi sanitari, è comunque possibile seguire le vie legali per far cessare le emissioni di cattivi odori: l’iter sarà piuttostolungo, occorreranno pareri di esperti e verifiche nel condominio, potendo anche ricorrere al Giudice di Pace. Se verrà riconosciuto il fatto del cattivo odore persistente e molesto, e dunque il danno subito, il responsabile si troverà a pagare delle sanzioni in denaro, tutte le spese legali e forse anche a compensare con denaro il danno morale e materiale subito dal vicino. Non è possibile invece vietare l’uso di particolari prodotti alimentari, se questo non causa disturbo in termini di odori molesti o di rischio per la salute pubblica.

Macellazione domestica con finalità di alimentazione

Identificazione del problema: In alcuni casi si è verificata la tenuta in appartamento di animali “non da compagnia” vivi, e la loro successiva uccisione e macellazione in sede domestica, con fuoriuscita di sangue nel pianerottolo (montoni, agnelli, pollame).

Domande: E’ possibile tenere animali vivi in casa, per la propria alimentazione? E’ possibile l’uccisione di tali animali, e la successiva macellazione in appartamento? E’ possibile la macellazione domestica, a scopo di alimentazione, dovuta a rituale religioso?

Orientamento risolutivo: Normalmente i regolamenti condominiali vietano la tenuta di animali, ad esclusione di cani, gatti o pesci,e a patto che non arrechino disturbo. Dunque la tenuta di altri animali vivi è in genere vietata. Per quanto riguarda la uccisione e macellazione di animali esistono soprattutto regolamenti sanitari che limitano l’attività al di fuori dei macelli autorizzati: pertanto la macellazione domestica non è consentita. Lo scopo rituale e religioso non è sufficiente per consentire tale attività in appartamento, e nemmeno in cantina o garage o in locali non idonei allo scopo. La macellazione infatti, se l’animale non è sano, può diffondere infezioni e parassiti con conseguente pericolo per l’igiene pubblica. Oltre a ciò, esistono problemi legati al possibile maltrattamento di animali, non consentito dalla legge italiana: ad esempio si richiede la macellazione con previo stordimento, ritenendo preminente la pur relativa protezione degli animali su precetti religiosi confliggenti con la morale pubblica.

La normativa impone che la macellazione rituale, senza stordimento, anche se per consumo familiare, possa essere eseguita solamente nei macelli, e in particolare in quelli specificatamente autorizzati. La macellazione di animali, il sezionamento o il deposito delle carni in stabilimenti non riconosciuti o non autorizzati è punita con l’arresto fino a due anni o con l’ammenda fino a 60 mila euro (art.20 D.L.vo 286/94). L’articolo 544 ter del Codice Penale sanziona con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro, aumentata della metà nel caso di morte, chiunque utilizzi animali in attività che provochino lesioni o sevizie, così come lo è l’uccisione domestica al di fuori della normativa speciale di tutela deglianimali per la macellazione.

Mancato pagamento di spese comuni di utenze condominiali

Identificazione del problema: Il mancato pagamento delle spese condominiali da parte di un condòmino comporta che tutti gli altri condòmini si trovino a pagare anche tale quota, con evidente aggravio dei propri costi.

Domande: Quali sono gli strumenti per ottenere il pagamento delle spese condominiali? Se l’inquilino non paga, deve pagare il proprietario? E se nemmeno il proprietario paga?

Orientamento risolutivo: L’Amministratore condominiale, se previsto dal Regolamento Contrattuale, può sospendere all’occupante in debito l’utilizzazione di quei servizi comuni che possono essere separati nel loro godimento. Se è l’affittuario a non pagare le spese di condominio, queste devono essere saldate dal proprietario: lui ne è il responsabile ultimo. Se il debito dell’inquilino verso il condominio supera il valore di 2 mesi di affitto, è possibile richiedere lo sfratto per ragioni di morosità.

Se invece è il proprietario a non pagare le spese, l’Amministratore condominiale ha la possibilità di effettuare un Decreto Ingiuntivo, immediatamente esecutivo; ottenuto questo, se il debito non viene saldato l’Amministratore può procedere con il pignoramento mobiliare o immobiliare; questo tuttavia comporta spese ingenti (inizialmente a carico del condominio) e tempi lunghi. Il credito del condominio verso un proprietario è chirografario (cioè non assistito da garanzia e non prioritario) ed avranno la precedenza altri creditori (es. banche) e vi è dunque il rischio che il condominio non percepisca nulla. Tuttavia, la minaccia di perdere l’immobile e la richiesta di rientro del mutuo da parte della banca quasi sempre “spingono” il condòmino a saldare il debito, per cui tale azione spesso è efficace.

 

34 commenti

  1. ANDA
    Scusate, sto leggendo qui sul VS sito che che le spese dei condomini morosi vanno a carico degli altri, ma come mai non si tiene conto della sentenza delle Sezioni Unite 9148?

  2. luca
    la spesa di acqua condominiale divisa per teste con contatore generale. quando si hanno 2 bambini di età tra 4 – 8 si paga una quota intera come se fossero due adulti? ciao e grazie

    • redazione
      No vi sono differenze di attribuzione spesa in base all’età degli inqulini, ma la normativa parla di PERSONE in senso lato.
      Per approfondimenti, consulti il manuale VADEMECUM DELLA CONVIVENZA IN CONDOMINIO. Si trova anche sul sito MIGRARE: http://migrare.it/guida-per-capire-il-condominio/
      A breve inaugureremo lo SOPRTELLO DEL CONDOMINIO, che avrà proprio la funzione di far capire diritti e doveri del vivere in condominio. Metteremo la news sul sito e ne paleranno anche i giornali locali.
      Un saluto, la redazione

  3. claudio
    buonasera vorrei sapere se mio figlio che avendo un affidamento congiunto quindi restando da me a casa il 50% del suo tempo è giusto che deve pagare il costo dell acqua intero come se vivesse sempre con me grazie fiducioso aspetto una risposta claudio.

    • sportello immigrazione
      Gentilissimo,
      Quello che le occorre è una consulenza molto specifica in merito, per la quale La pregherei di contattare lo “Sportello del Condominio” che svolge attività di cunsulenza gratuita il 1° e il 3° sabato di ogni mese dalle ore 10.00 alle ore 12.30 presso l’Ufficio Sicurezza e socialità in via San Pietro Martire, 3 a Reggio Emilia.
      E’ possibile contattare lo Sportello anche al numero di telefono 0522/321509 o all’indirizzo mail: anacireggioemilia@libero.it

      Cari saluti

  4. francesco
    Una centrale operativa (H 24) di un istituto di vigilanza può essere collocata in un piccolo condominio occupato solo da una famiglia?

    • redazione
      Salve Francesco, la sua domanda è molto particolare e non siamo informati su questioni così specifiche. La invito a rivolgersi allo Sportello del Condominio (aperto 1° e 3° sabato di ogni mese) in via San Pietro Martire 3 dalle ore 10.00 alle 12.30. Lì le sapranno dire tutto.
      Un saluto!

  5. carmine
    Mia zia abita in una palazzina di 4 proprietari senza aministratore, vuole sapere come viene ripartita la luce delle scale (aree comuni),
    se a famiglia oppure a numero persone.
    Grazie anticipatamente per la risposta.
    Un saluto.

    • sportello immigrazione
      Gentilissimo,
      Quello che le occorre è una consulenza molto specifica in merito, per la quale La pregherei di contattare lo “Sportello del Condominio” che svolge attività di cunsulenza gratuita il 1° e il 3° sabato di ogni mese dalle ore 10.00 alle ore 12.30 presso l’Ufficio Sicurezza e socialità in via San Pietro Martire, 3.
      E’ possibile contattare lo Sportello anche al numero di telefono 0522/321509 o all’indirizzo mail: anacireggioemilia@libero.it

      Cari saluti

  6. guido
    avrei una domanda da fare . su una casa a due piani è corretto che vengano sbattuti tappeti dalle finestre.se non èconsentito come posso tutelarmi grazie

    • sportello immigrazione
      Gentilissimo,
      Quello che le occorre è una consulenza specifica in merito, per la quale La pregherei di contattare lo “Sportello del Condominio” che svolge attività di cunsulenza gratuita il 1° e il 3° sabato di ogni mese dalle ore 10.00 alle ore 12.30 presso l’Ufficio Sicurezza e socialità in via San Pietro Martire, 3.
      E’ possibile contattare lo Sportello anche al numero di telefono 0522/321509 o all’indirizzo mail: anacireggioemilia@libero.it

      Cari saluti

  7. Sergio
    Nel mio condominio non essendoci contatori individuali il consumo dell’ acqua viene ripartito per millesimi. E’ giusta questa pratica? E’ possibile installare di propria iniziativa il relativo contatore e comunicare la lettura periodicamente all’ Amministratore per i conteggi reali del consumo famigliare dell’ acqua?

    • redazione
      Non credo che la scelta di un contatore individuale solo per le possa risolvere il problema, ma la invito a rivolgersi al nostro SPORTELLO DEL CONDOMINIO in via san Pietro martire, 3. E’ aperto il 1° e 3° sabato di ogni mese dalle 10.00 alle 12.30 e la consulenza è gratuita.
      Un saluto, la redazione

  8. irina
    vorei sapere se una famiglia a un filio di 3 anni lui deve pagarela quota intera dela speza condominiale grazie vorei una risposta

    • redazione
      sì, i bambini pagano le spese condominiali come gli adulti. Si parla di TESTE su cui fare i conteggi.
      Un saluto, la redazione

  9. sara
    è possibile prendere in affitto un appartamento facendo sottoscrivere il contratto di locazione sotto nome di un terzo non residente nel suddetto appartamento???

    • redazione
      Buongiorno, direi che è possibile. L’importante non è la residenza anagrafica ma la sottoscrizione e l’impegno a pagare l’affitto e al rispetto delle altre clausode contrattuali.
      Un saluto, la redazione

  10. ROBERTO
    se i condomini mi buttano spazzatura di ogni genere nel giardino di caso dove sono in fitto cosa posso fare?

    • redazione
      Buongiorno, ne provi a parlare con l’amministratore condominiale ed eventualmente faccia a nche dei cartelli multilingue in cui si chiede di non gettare le cose nel terreno altrui.
      un saluto, la redazione

  11. silvio
    il condominio in cui abito occupa una stanza di mia proprietà utilizzandola per ubicazione dei contatori enel e serbatoi acqua.
    Che azione legale posso intraprendere per rientrare in possesso della stanza?

    • redazione
      Le consiglio di fare richiesta scritta all’amministratore condominiale, che le dirà come rientrare in possesso della stanza. Oppure può rivolgersi ad un centro SUNIA-CGIL o SICCET- CISL.
      Un saluto, la redazione

  12. antonio
    una mia amica, con cntratto in comodato ad uso gratuito di un’abitazione, per motivi familiari, lascia l’appartamento per un paio di mesi e, d’accordo con il proprietario, ospita una persona che nel frattempo provveda alle spese delle utenze. tornata presso la residenza, trova la serratura cambiata e, il proprietario cge afferma di aver in fase di realizzazione un nuovo contratto di affitto in favore dell’ospite e, gli impedisce di entrare. giunge sul posto una pattuglia della polizia e nonostante la mia amica dimostra con contratto e certificato di residenza il diritto di entrare in quel locale. le forze dell’ordine l’allontanano lasciandole per strada senza un tetto. Come piò essa, far valere i suoi diritti?
    grazie

    • redazione
      Buongiorno, potrebbe rivolgersi ad un centro SUNIA o SICCET o ad un avvocato, ma i tempi della Giustuiza sono un po’ lunghi…Provi a chiedere aiuto all’amministratore del condominio, magari una mediazione da parte sua potrebbe aiutare a risolvere la situazione.
      Un saluto, la redazione

  13. campanini domenico
    In un piccolo monolocale per una sola persona, mi sono trovato di lì a poco ad averne altre due . Che tipo di lettera posso inviare per liberare l’appartamento ? Ingenuamente nel contratto non ho messo alcuna limitazione. Grazie ! Campanini

    • redazione
      Buongiorno sig. Campanini, se non l’ha indicato nel contratto che l’immobile non poteva ospitare più di una pesona, forse non vi è alcun tipo di lettera da scrivere. Si rivolga con fiducia all’amministratore del condominio che le dirà come poter fare.
      Un saluto, la redazione

  14. silvio
    salve ho un appartamento sfitto e vorrei conoscere in quale misura devo concorrere al pagamento per la fornitura Enel e ditta ascensori.
    grazie

  15. silvio
    ho un appaertamento libero vorrei conoscere in che misura devo concorrere alle spese per la fornitura enel cassa scale , ascensore e pulizia.
    grazie

  16. loredana
    salve, vorrei chiedervi un informazione ,mi trovo in una situazione sgradevole ,sono in affitto al primo piano ,sotto al piano terra ha c’è un pub sala giochi sia durante il giorno sento giocare ha bigliardo ho alle macchinette sento anche parole non troppo belle ,e la notte si prolungano fino alle 2:30 e anche alle 3:00 di notte a giocare a carte, ho parlato con il proprietario del pub e mi ha risposto che lui non può fare niente che deve lavorare,ho detto anche al mio patrone di casa mi detto che devo essere io ha denunciarlo, non so cosa fare io la notte non dormo e sono anche in attesa del mio primo figlio.Aspetto con piacere un vostro consiglio tante grazie

    • redazione
      Provi a parlare con l’amministratore condominiale che può fungere da mediatore con il prorietario della sala giochi. Oppure, senta dalla polizia muncipale se possono intervenire in modo soft,almeno inizialmente
      Un saluto, la redazione

  17. rosa
    Salve, per cortesia vorrei sapere a chi rivolgermi per sapere chi sono gli inquilini che abitano al piano sotto il mio .VEDO UN VIA VAI DI PERSONE ,in modo particolare di notte danno fastidio .Penso non abbiano nemmeno un contratto di fitto. Grazie

    • redazione
      Salve, provi a segnalare al suo amministratore tali andi-rivieni di persone, sia per motivi di sua sicurezza personale che di consumo di acqua, luce ecc.
      Un saluto, la redazione

  18. Carla
    Nell’ appartamento sopra il mio vive una famiglia che non mi lascia riposare bisticci continui, vociare assurdo ,caduta di oggetti anche di notte interrompendo di soprassalto il sonno .Nel mio giardino buttano di tutto,naturalmente quando non vengono visti, come comportarmi .? Come agire? I’ amministratore puo’ Intervenire ?

    • redazione
      Salve, può presentare il caso al suo amministratore di condominio per capire se può intercedere oppure rivolgersi al centro di mediazione dei conflitti e chiedere che qualcuno vi aiuti a travare un accordo.
      A Reggio Emilia si trova in viale 4 Novembre, 19. Sono molto bravi!
      Se non abita a Reggio cerchi tra i servizi sel suo Comune.
      Nella sezione “”abitare a Reggio Emilia” ci sono guide e materiali (anche in lingua straniera) che elencano le attività consentite e vietate in condominio.
      Un saluto, la redazione

  19. mimmo
    Buon giorno volevo chiedere per favore se viene fatto un lavoro in un condominio di una zona condominiale senza aver fatto nessuna riunione sul lavoro da fare e sulle spese da sostenere é possibile attenersi da queste spese proprio perché non si é stati avvisati?

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