5 marzo

Il Visto d’Ingresso in Italia di sportello immigrazione

Il Visto è l’autorizzazione concessa al cittadino straniero per l’ingresso nel territorio della Repubblica Italiana. E’ stampato su carta adesiva e si applica sul passaporto o altro regolare documento di viaggio del richiedente.

L’ingresso, il soggiorno o il transito nel territorio italiano dei cittadini stranieri provenienti dalle frontiere esterne dello Spazio Schengen è consentito allo straniero che soddisfi le seguenti condizioni:

  • Si presenti attraverso un valico di frontiera
  • Sia in possesso di un passaporto o di altro documento di viaggio equivalente riconosciuto valido dal Governo Italiano e da tutti gli Stati Schengen per l’attraversamento delle frontiere
  • Disponga di documenti che giustifichino lo scopo e le condizioni del soggiorno e dimostri di disporre di mezzi finanziari sufficienti in relazione alla natura, alla durata prevista del soggiorno, ed alle spese per il ritorno nel Paese di provenienza (o per il transito verso uno Stato terzo)
  • Sia munito, ove prescritto, di valido visto di ingresso o di transito
  • Non sia segnalato ai fini della non ammissione nel Sistema Informativo Schengen (SIS)
  • Non sia considerato pericoloso per l’ordine pubblico, la sicurezza nazionale o le relazioni internazionali di un degli Stati Schengen, da disposizioni nazionali o di altri Stati

Il cittadino straniero già residente in uno Stato Schengen e titolare di permesso di soggiorno, è esente da visto per soggiorni non superiori a 3 mesi, a condizione che l’ingresso in Italia non avvenga per motivi di lavoro subordinato, lavoro autonomo o studio/tirocinio – studio/formazione.

Il Visto d’ingresso – tipologia e durata

Per entrare in Italia da un Paese che non fa parte dell’Unione Europea, il cittadino straniero deve possedere un visto che autorizza l’ingresso e che deve essere applicato sul passaporto o su un altro documento di viaggio. Il visto è sempre rilasciato dalle Ambasciate o dai Consolati Italiani nello stato di origine o nel Paese in cui il cittadino straniero ha una residenza stabile.

Il visto, che consta di un’apposita “vignetta” (o “sticker”) applicata sul passaporto o su altro valido documento di viaggio del richiedente, è l’autorizzazione concessa al cittadino straniero per l’ingresso nel territorio della Repubblica Italiana o in quello di altri Paesi Schengen.

Ai sensi del Codice dei Visti (Regolamento CE n. 810/2009 del 13.7.2009, entrato in vigore il 5.4.2010), i visti sono divisi in:

  1. Visti Schengen Uniformi (VSU), rilasciati per:
    • Transito Aeroportuale (tipo A).
    • Soggiorni di breve durata – turismo, viaggio o transito – (tipo C) fino a 90 giorni, con uno o più ingressi.
  2. Visti per Soggiorni di Lunga Durata o “Nazionali” (VN), validi per soggiorni di oltre 90 giorni (tipo D), con uno o più ingressi, nel territorio italiano. I titolari di Visto D possono circolare liberamente nei Paesi Schengen diversi da quello che ha rilasciato il visto, per un periodo non superiore a 90 giorni per semestre solo qualora il visto sia in corso di validità.
  3. Visti a Validità Territoriale Limitata (VTL), validi soltanto per lo Stato Schengen la cui Ambiasciata abbia rilasciato il visto (o, in casi particolari, anche per altri Stati Schengen specificamente indicati), senza alcuna possibilità di accesso, neppure per il solo transito, al territorio degli altri Stati Schengen. Costituisce una deroga eccezionale al regime comune dei Visti, ammessa soltanto per motivi umanitari, di interesse nazionale o in forza di obblighi internazionali. Non possono essere richiesti direttamente dallo straniero.

I cittadini di alcuni Paesi non sono obbligati a richiedere il visto d’ingresso per quanto riguarda i brevi soggiorni per turismo, missione, affari e gara sportiva (non superiori a 90 giorni).
Diversamente, cittadini di altri Paesi hanno sempre l’obbligo di visto.

Per sapere se Lei, in relazione alla Sua cittadinanza, al Paese di stabile residenza, alla durata ed alla motivazione del soggiorno, ha bisogno di un visto per l’Italia e conoscere la documentazione necessaria per richiedere il visto che Le interessa clicchi qui.

Il Visto d’ingresso – competenza e procedura

La competenza al rilascio dei visti spetta al Ministero degli Affari Esteri ed alla sua rete di Ambasciate e Consolati Italiani, che sono responsabili dell’accertamento del possesso e della valutazione dei requisiti necessari per l’ottenimento del visto stesso.

La domanda di visto deve essere presentata su apposito modulo, compilato in ogni sua parte, sottoscritto dallo straniero e corredato di una foto formato tessera.

Al modulo di domanda lo straniero deve allegare un documento di viaggio valido, su cui sia materialmente possibile apporre il visto e, ove richiesta, la documentazione giustificativa, nonché provvedere alle spese amministrative.

Al cittadino straniero è richiesto obbligatoriamente di attestare:

  • la finalità del viaggio;
  • i mezzi di trasporto e di ritorno;
  • i mezzi di sostentamento durante il viaggio ed il soggiorno;
  • le condizioni di alloggio.

Valutato il possesso dei requisiti, sulla scorta della documentazione prodotta dal richiedente e di quanto appreso nel corso dell’intervista (i motivi e le circostanze del soggiorno) l’Ambasciata o il Consolato provvede ai controlli preventivi di sicurezza, consultando in via telematica tramite la rete mondiale visti, l’elenco degli stranieri non ammissibili nello Spazio Schengen.

Il Visto d’ingresso – mezzi finanziari richiesti

Il cittadino straniero che intenda fare ingresso in Italia deve disporre di mezzi finanziari che possano garantire il proprio sostentamento durante il soggiorno ed il ritorno nel proprio paese al termine dello stesso. La disponibilità dei mezzi finanziari di sostentamento è considerato requisito fondamentale per la concessione di alcune tipologie di visto di ingresso (visto di ingresso per turismo, affari, cure mediche – per l’eventuale accompagnatore -, gara sportiva, motivi religiosi, studio, transito, trasporto).

Il Ministero dell’Interno (in attuazione dell’art. 4 del T.U. del 25 luglio 1998, n. 286) ha emanato, in data 1.3.2000, la Direttiva sulla definizione dei mezzi di sussistenza per l’ingresso ed il soggiorno degli stranieri nel territorio dello Stato (pubblicata sulla G.U. n. 64 del 17.3.2000).

La Direttiva stabilisce che la disponibilità dei mezzi finanziari possa essere dimostrata, dal cittadino straniero, mediante l’esibizione di denaro contante, di fideiussioni bancarie, di polizze fideiussorie, di equivalenti titoli di credito, di titoli di servizi prepagati o di atti comprovanti la disponibilità in Italia di fonti di reddito.

Salvo che le norme dispongano diversamente, lo straniero deve indicare poi l’esistenza di un idoneo alloggio nel Territorio Nazionale (vouchers turistici, prenotazione alberghiera, dichiarazione di ospitalità) e la disponibilità della somma occorrente per il rimpatrio, comprovabile questa anche con l’esibizione del biglietto di ritorno.

Il mancato possesso dei mezzi provocherà la mancata concessione del visto d’ingresso, oppure – all’eventuale controllo da parte delle Autorità di Polizia di Frontiera – il formale Provvedimento di Respingimento in frontiera.

Il Visto d’ingresso – soggiorno in Italia

I cittadini stranieri che vengono in Italia per periodi non superiori ai 90 giorni (turismo, viaggio, transito o gara sportiva)  non devono chiedere il permesso di soggiorno. Il permesso di soggiorno è sostituito dalla dichiarazione di presenza sul territorio italiano.

Per il cittadino straniero che proviene da Paesi che non applicano la Convenzione di Schengen, l’obbligo di rendere la dichiarazione di presenza è soddisfatto con l’apposizione del timbro uniforme Schengen sul documento di viaggio al momento del controllo di frontiera. Invece,  il cittadino straniero che proviene da Paesi che applicano la Convenzione di Schengen dovrà presentare la dichiarazione di presenza, entro otto giorni dall’ingresso, al Questore della provincia in cui si trova, utilizzando il modulo previsto. Per chi alloggia in strutture alberghiere, costituirà dichiarazione di presenza la copia della dichiarazione resa all’albergatore e sottoscritta dallo straniero. La copia di queste dichiarazioni sarà consegnata allo straniero per essere esibita ad ogni richiesta da parte degli ufficiali e agenti di pubblica sicurezza.

I cittadini stranieri non comunitari in possesso di un Visto Nazionale (VN) per soggiorni superiori ai 90 giorni, dovranno richiedere obbligatoriamente, entro 8 giorni dall’ingresso nel Territorio Nazionale, il permesso di soggiorno alle competenti autorità italiane.

Il Visto d’ingresso – altre informazioni utili

Per sapere se ti occorre richiedere un visto di ingresso per l’Italia clicca qui.

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