3 aprile

Accordo di Integrazione di sportello immigrazione

 Con Decreto del Presidente della Repubblica n. 179 del 14 settembre 2011, è stato pubblicato il Regolamento relativo all’Accordo di integrazione tra lo straniero e lo Stato italiano.  Tale Regolamento è entrato in vigore il 10 marzo 2012.

Tale disposizione è anche definita Permesso di soggiorno a punti.

Accordo di integrazione: indicazioni del Ministero dell’interno

 

Cosa prevede l’Accordo

Il Regolamento prevede l’obbligo per il cittadino extracomunitario immigrato di sottoscrivere un accordo con lo Stato italiano con il quale si impegna a conoscere la lingua italiana e la cultura civica e civile in Italia.

Lo spirito dell’ Accordo parte dal presupposto che “L’integrazione, intesa come processo finalizzato a promuovere la convivenza dei cittadini italiani e di quelli stranieri legalmente soggiornanti nel territorio nazionale, nel rispetto dei valori sanciti dalla Costituzione italiana, si fonda sul reciproco impegno a partecipare alla vita economica, sociale e culturale della società. In particolare, per i cittadini stranieri integrarsi in Italia presuppone l’apprendimento della lingua italiana; inoltre, vine chiesto all’immigrato  il rispetto, l’adesione e la condivisione dei valori democratici di libertà, di eguaglianza e di solidarietà posti a fondamento della Repubblica italiana.”

La conoscenza della lingua italiana così come il livello di integrazione dello straniero in Italia sono definiti da un numero di crediti, cioè tradoti in punteggio.

Al momento della richiesta del permesso di soggiorno allo straniero, con la sottoscrizione dell’accordo, vengono attribuiti 16 crediti.

L’accordo di integrazione, secondo quanto scritto nel testo di legge, prevede che il cittadino extracomunitario che richiede il rilascio di permesso di soggiorno di durata non inferiore ad un anno, nel momento dell’ingresso in Italia per la prima volta ( se ha compito i 16 anni), sottoscriva con lo Stato allo Sportello unico per l’immigrazione presso la Prefettura, o alla Questura, l’ accordo di integrazione, che è costituito da un apposito modello che lo straniero deve compilare e firmare.

Il modello, nel caso in cui sia sottoscritto e compilato da un minorenne, di età compresa tra i 16 ed i 18 anni è sottoscritto anche dai genitori regolarmente soggiornanti.

Impegni derivanti dalla firma dell’Accordo

Con la sottoscrizione dell’accordo il cittadino extracomunitario si impegna a:

a) acquisire un livello medio di conoscenza della lingua italiana parlata (equivalente almeno al livello A2 di cui al quadro comune europeo di riferimento per le lingue emanato dal Consiglio d’Europa);

b) acquisire una sufficiente conoscenza dei principi fondamentali della Costituzione della Repubblica e dell’organizzazione e del funzionamento delle istituzioni pubbliche in Italia;

c) acquisire una sufficiente conoscenza della vita civile in Italia, con particolare riferimento ai settori della sanità, della scuola, dei servizi sociali, del lavoro e agli obblighi fiscali;

d) garantire che i  propri figli minori frequentino la scuola dell’obbligo.

Il cittadino extraUe si impegna, inoltre, ad aderire alla Carta dei Valori della Cittadinanza e dell’Integrazione (v. Decreto Ministro dell’interno del 23 aprile 2007) ed a rispettarne i principi in essa contenuti.

Quando non è da sottoscrivere

Vi sono casi in cui  non si  deve sottoscrivere l’accordo:

a) dei minori non accompagnati affidati, cioè a tutela, per i quali l’accordo e’ sostituito dal completamento del progetto di integrazione sociale e civile;

b) delle vittime della tratta di persone, di violenza o di grave sfruttamento, per le quali l’accordo è sostituito dal completamento del programma di assistenza ed integrazione (v. art 18 del T.U. sull’immigrazione).

Qualora lo straniero sia portatore di gravi patologie o di disabilità tali da limitare gravemente l’autosufficienza o da determinare gravi difficoltà di apprendimento linguistico e culturale, tali patologie devono essere documentate mediante una certificazione rilasciata da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale: in questi casi , non si procede alla stipula dell’accordo ai fini del rilascio del permesso di soggiorno e, se già stipulato, questo si intende adempiuto.

Nel caso in cui, il permesso di soggiorno venga per diversi motivi rifiutato e revocato, l’accordo decade immediatamente.

Formazione civica e civile della cultura italiana

Entro 3 mesi dalla sottoscrizione dell’accordo, il cittadino extraUe che ha fatto ingresso in Italia è obbligato a partecipare a corsi di formazione sulla cultura civica e civile italiana con i quali gli vengono fornite:

- informazioni sulla Costituzione italiana e sul funzionamento delle Istituzioni Pubbliche, sulla vita civile in Italia ed in particolare, riguardo ai settori della sanità, scuola, servizi sociali, lavoro ed obblighi fiscali;

- informazioni circa i diritti e dei doveri in Italia, sulle facoltà e gli obblighi relativi al soggiorno, sui diritti e doveri reciproci dei coniugi e dei doveri dei genitori verso i figli in base alle leggi italiane, anche riguardo all’obbligo di istruzione.

La partecipazione ai corsi è completamene gratuita e lo straniero è aiutato nella comprensione di quanto le diverse lezioni sono tradotte e ognuno le può ascoltare nella propria lingua di orgine.

La mancata partecipazione al corso di formazione comporta la decurtazione di 15 crediti.

I crediti: 16 in partenza

Con la sottoscrizione dell’accordo, lo straniero si impegna a conoscere la lingua italiana ed a conoscere e rispettare la cultura civile italiana.

Il grado di conoscenza e di integrazione all’interno dell’Italia è indicato da un certo numero di crediti. I crediti di partenza sono 16, attribuiti all’atto della sottoscrizione dell’accordo e corrispondenti al livello A1 della conoscenza della lingua italiana e della cultura civica e vita civile in Italia.

Più è alto il numero di crediti, più è alto il livello di integrazione, più risulta basso tale numero meno integrato è considerato.

Riconoscimento di ulteriori crediti

Ai crediti assegnati al momento della sottoscrizione dell’accordo possono successivamente sommarsene altri, sulla base di un apposita tabella.

La tabella prevede che ad un determinato grado di conoscenza della lingua italiana, ad una buona conoscenza della cultura civica, così come nel caso di frequenza di corsi di istruzione o formazione, consegua il riconoscimento di un certo numero di crediti.

Ulteriori crediti possono essere assegnati per la frequenza di corsi universitari.

I crediti vengono riconosciuti  ad esempio, anche per:

  • lo svolgimento di attività imprenditoriali,
  • per la scelta del medico di base,
  • per lo svolgimento di attività di volontariato,
  • nel caso di locazione,
  • acquisto o accensione di un mutuo per l’acquisto di un immobile destinato ad uso abitativo.

Diminuzione dei crediti

Un’altra tabella, prevede i casi in cui il numero di crediti può subire una decurtazione.

Così nel caso di:

  •  condanne, anche non definitive, per la commissione di reati i crediti saranno diminuiti. Più è grave il reato commesso più alto sarà il numero di crediti decurtati,
  • illeciti amministrativi e fiscali (per sanzioni pecuniarie pari o superiori a diecimila euro)

 

Durata dell’ Accordo: 2 anni

Un mese prima della scadenza dell’accordo, lo Sportello Unico invia una comunicazione allo straniero per invitarlo a presentare la documentazione per l’ aggiunta di nuovi crediti.

Nel caso in cui lo straniero non sia in possesso di tale documentazione, dovrà presentare i documenti che dimostrino che ha almeno iniziato o si è adoperato per l’adempimento di quanto previsto nell’accordo.

In assenza della documentazione, lo straniero può svolgere un test di verifica gratuito presso lo Sportello Unico.

Se il permesso di soggiorno ha durata inferiore a due anni, un mese prima della scadenza del permesso, lo Sportello Unico procede alla verifica della partecipazione alla sessione di formazione civica e di informazione e se lo straniero non vi ha partecipato, gli toglie 15 crediti.

Prodotta la documentazione necessaria ed eventualmente effettuati i test di verifica, lo Sportello Unico procede ad assegnare o decurtare i crediti.

Importante attenzione viene data dal Regolamento all’obbligatorietà, da parte dei genitori, dell’istruzione dei figli soggiornanti in Italia. Infatti, il mancato adempimento a tale obbligo, comporta, salva la dimostrazione di essersi effettivamente adoperati a tal fine, l’integrale decurtazione di tutti i crediti ricevuti in partenza, ed anche di quelli successivamente acquisiti con la conseguenza più grave cioè la risoluzione dell’accordo.

Le conseguenze dopo la verifica dei crediti

Al termine della verifica a seconda del numero di crediti acquisiti o decurtati si potranno avere diverse conseguenze.

Nel caso in cui lo straniero abbia raggiunto la soglia di adempimento (30 crediti) e la conoscenza della lingua italiana e della cultura civica e vita civile sia al livello A2, lo straniero riceverà un attestato e l’accordo si considererà sciolto.

Nel caso del raggiungimento di 40 o più crediti lo straniero può accedere con agevolazioni ad attività formative e culturali.

Se lo straniero non ha raggiunto la soglia di adempimento ma il numero di crediti è superiore a 0, oppure se il livello di conoscenza della lingua italiana e della cultura civica e vita civile non è al livello A2, l’accordo è prorogato per un anno.

Se il numero dei crediti è pari od inferiore a 0, l’accordo viene risolto e ciò comporta la revoca del permesso di soggiorno o il rifiuto del suo rinnovo e l’espulsione dello straniero dal territorio nazionale, previa comunicazione, con modalità informatiche, dello Sportello Unico alla Questura.

Nel caso in cui lo straniero, si trovi in uno dei casi per cui è previsto il divieto di espulsione, l’Amministrazione, tenendo conto dell’inadempimento, adotterà altri provvedimenti.

Sospensione dell’accordo

L’accordo può essere sospeso o prolungato per causa di forza maggiore o per un legittimo impedimento al rispetto dell’accordo, attestato attraverso idonea documentazione, derivante da:

  •  gravi motivi di salute o di famiglia,
  • da motivi di lavoro,
  • dalla frequenza di corsi o tirocini di formazione, aggiornamento od orientamento professionale
  • o da motivi di studio all’estero.

I gravi motivi di salute devono essere dimostrati attraverso una certificazione rilasciata da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale.

 

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